Il percorso della Varese van Vlaanderen 2026 entra subito nel vivo con due dei primi muri che caratterizzano la parte iniziale della manifestazione.
Murinasc – Cittiglio
Ci sono luoghi che, più di altri, riescono a racchiudere l’anima di una manifestazione. Per la Varese van Vlaanderen 2026 questo luogo è il Murinasc, il primo muro del percorso, situato nel comune di Cittiglio.
Sono passati appena cinquecento metri dalla partenza e i partecipanti non hanno ancora avuto il tempo di trovare il ritmo. Eppure, la strada mette subito le cose in chiaro: qui non si viene soltanto per pedalare, ma per vivere un’esperienza che unisce fatica, territorio e passione.
Alle spalle degli atleti scorrono alcuni degli scorci più suggestivi della Valcuvia, con i caratteristici lavatoi che raccontano la storia dei paesi attraversati. Davanti, invece, si alza il Murinasc: un tratto in acciottolato che raggiunge pendenze del 16%, capace di ricordare immediatamente le atmosfere delle grandi classiche del Nord.
Su queste rampe si incrociano le emozioni di tutti i partecipanti: chi affronta il percorso gravel e chi sceglie la tradizionale prova su strada. Due modi diversi di vivere la Varese van Vlaanderen, accomunati dallo stesso spirito: quello di sfidare sé stessi attraversando un territorio unico.
Il Murinasc non è soltanto una salita. È uno dei muri simbolo della manifestazione, uno di quei passaggi che hanno un nome e una storia, destinati a restare impressi nella memoria di chi li affronta. Ed è proprio qui, nel cuore di Cittiglio, che inizia davvero l’avventura della Varese van Vlaanderen 2026.
BallarateMuur
Dopo l’impatto iniziale del Murinasc, il percorso non concede tregua e continua a disegnare il suo carattere tra salite brevi ma incisive e continui cambi di ritmo.
Il secondo video ci porta in direzione Laveno, lungo una salita inedita che conduce verso uno dei passaggi più interessanti della prima parte di gara: il Ballaratemuur. La discesa verso Leggiuno fa da preludio a questo tratto, che si sviluppa tra strade secondarie immerse nel territorio, lontane dal traffico e completamente inserite nel paesaggio locale.
Il muro prende il nome dalla frazione di Ballarate e si sviluppa fino alla frazione di Bosco. È uno dei primi veri muri della giornata: lungo, continuo, e capace di mettere subito alla prova la gestione dello sforzo dei partecipanti.
Non è solo una difficoltà altimetrica, ma un passaggio strategico. Qui si iniziano a vedere le prime differenze tra chi ha preparato bene la corsa e chi, invece, ha speso troppo nelle fasi iniziali. Il Ballaratemuur non perdona distrazioni: richiede ritmo, lucidità e gambe pronte a rispondere.
ISCRIZIONI RISERVATE A 300 CONCORRENTI: le iscrizioni sono aperte su ENDU

